3 generazioni di Patè

La Storia

C’era una volta, molti anni fa, un bambino molto curioso e goloso… va beh dai… quel bambino sono io. Alcuni amici di famiglia ci invitarono a Domaso, una località turistica sul lago di Como (o di Lecco). La loro nonna, Nonna Gianna, visto il mio gusto per la tavola mi coccolò culinariamente per alcuni giorni; ancora oggi serbo il ricordo di quei sapori e di quei profumi.

Quel Natale mi volle regalare una specialità fatta con le sue mani: Il Patè del Lago! Diventò una tradizione e per molti anni ricevetti quel mirabile regalo. La ricetta era ovviamente “segreta”. Con il passare del tempo mi appassionai alla cucina e la Nonna Gianna cominciò a vacillare sotto il fuoco di domande, finché cominciai a carpirne i piccoli segreti.

Quando Nonna Gianna scelse di “andare avanti”, non volli interrompere la tradizione. Cominciai a produrre il patè sperimentando molto, cercando anche scorciatoie (come il frullatore ad immersione), ma il risultato non era lo stesso. Dovetti arrendermi all’evidenza: si deve usare il cucchiaio di legno e sudare. Olio di gomito!


Ingredienti (per circa 6/8 vaschette)

  • Fegato di vitello: 400 gr

  • Fegato di pollo: 400 gr

  • (Nota: 800 gr di fegato diventano circa 500 gr una volta cotti)

  • Burro: 500 gr (stessa quantità in peso del fegato cotto)

  • Cipolla: 1

  • Insaporitore (tipo Ariosto): 1 cucchiaio abbondante

  • Alloro: 2 foglie

  • Marsala secco: mezzo bicchiere

  • Gelatina: 3 dadi (1 per il fondo, 2 per la copertura)

  • Sale e pepe q.b.

Attenzione: Se hai problemi di colesterolo… questa ricetta è VERBOTEN (proibita)!


Preparazione

  1. Pulizia: Pulire accuratamente i fegatini. Se trovi i cuoricini di pollo, mettili da parte per un risotto: nel patè non vanno messi.

  2. Soffritto: In una casseruola metti il burro, le foglie di alloro e la cipolla divisa in due (usa degli stuzzicadenti per trovarla e toglierla facilmente dopo).

  3. Cottura: Quando il burro sfrigola, butta i fegatini. Alza la fiamma per scottarli esternamente.

  4. Aromi: Aggiungi l’insaporitore, sale e pepe. Abbassa la fiamma e lascia asciugare il liquido.

  5. Sfumare: Togli la cipolla e l’alloro. Aggiungi il Marsala e attendi che i vapori alcolici evaporino completamente. Il fegato deve risultare asciutto ma ancora umido.

  6. Pesatura: Pesa il fegato cotto. Prepara la stessa identica quantità di burro (che avrai lasciato fuori dal frigo per ammorbidirlo).

  7. Passaggio al setaccio: Passa il fegato nel passaverdure.

    • Primo passaggio: buchi grandi, incorporando i primi 3/4 del burro.

    • Secondo passaggio: buchi piccoli per una consistenza finissima.

  8. Il Segreto: Incorpora l’ultima parte del burro rigorosamente a mano con un cucchiaio di legno, lavorando finché il composto non è perfettamente omogeneo.

  9. Confezionamento:

    • Prepara la gelatina.

    • Crea uno strato di gelatina sul fondo dei contenitori e lascialo rapprendere (magari sul balcone se è inverno).

    • Riempi i contenitori con il patè.

    • Copri con un altro strato di gelatina per sigillare il tutto.

Conservazione

Il patè si conserva circa una settimana in frigorifero. La gelatina serve a non far prendere aria al composto; se si dovesse ossidare la parte superficiale, basta rimuovere la gelatina e il patè sottostante sarà salvo.


Curiosità: Durante la preparazione, consiglio l’ascolto di Davide Van De Sfroos (La machina del ziu Toni) per avere la giusta “tonalità del lago”.