Ore 21.09, modena nord, area di servizio Una giornata pazzesca, alle 04.00 am questa mattina il mio cervello ha deciso che dovevo alzarmi, non proprio l’orario che avevo immaginato ma, al cervello non si comanda.
300 km di strada verso il mio cliente, verso una terra che amo, verso una regione che mi ha accolto con amore tanto anni fa: Ravenna, o meglio, Alfonsine.
Il mio secondo cliente, 2002, a cui sono particolarmente affezionato per diverse ragioni che magari in altri pensieri troverò l’occasione di raccontarvi.
Alle 07 e qualche cosa arrivo a destinazione, trovo una panchina in un prato di quello dove si portano i cani: panchina con tavolo in legno

Estraggo il computer, connetto il telefono, faccio una foto e finisco una offerta che dovevo finire per le 08.30.
Qualche telefonata, un meet e alle 08.45, un barettino storico sulla provinciale ri-bilancia l’energia: un americano, un panino al salame e un croissant integrale con il miele (perché sono a dieta)
Il resto del giorno uno spettacolo: persone con il giusto approccio alla vita, professionisti, sorrisi anche nella difficoltà, e tanto lavoro.
Non c’è tempo di fermarsi a pranzo così mi recuperano una piadina salame e squacquerone, da mangiare in piedi davanti ad un trasloelevatore alto 33 metri.
Quanto amo il mio lavoro ?
Sto per salutare tutti alle 18 ma il fato decide di mostrarmi il suo potere: una rottura di quelle che in 25 anni di esperienza nei magazzini automatici non ho mai visto. La compagnia è bella, il morale (mio) ha bisogno che mi fermi un po di più.
Così alle 21.20 sono finito a cenare in una stazione di servizio. Non vi dico cosa ho preso ma mi sembrava il caso di farmi un regalo: una bottiglia piccola di Lambrusco.
Sono già pentito perché ho ancora più di 2 ore di viaggio ma mentre sto sorseggiando il mio Lambrusco si avvicina una persona sui 50, statura 1,60 corporatura un po tozza e accento spiccatamente meridionale.
“Il vino no si può buttare, è peccato. Non si offenda ma con piacere le lascio parte della mia bottiglia”
E mi lascia sul tavolo un’altra bottiglia di Lambrusco.
Io sono sorpreso, e un po a disagio, rispondo:
“Ma se bevo anche il suo mi ritirano la patente !”
Lui mi guarda e mi dice
“Sì, ma io sono camionista”
Ci penso un po, capisco quasi subito di non poter vincere una simile battaglia, e mi arrendo:
“Bhe, allora è un altra cosa, vai tranquillo ci penso io, e nessuno commetterà peccato”
Lui se ne va con un sorriso, io ricambio.
Ora però sono ubriaco e devo guidare per altri 200km.
Speriamo nel fato.
PM