Non il velo di Maya, ma il velo di MaIA, cioè del velo generato dalla IA.
Il termine deriva della tradizione induista, è noto a chi pratica yoga e ha letto i testi sacri dei Veda ma anche a chi si è avvicinato a Schopenhauer.
Il termine descrive il mondo come una apparenza ingannevole, liberarsi dal velo di Maya significa vedere finalmente la verità, vedere finalmente le connessioni del tutto, riconoscere l’energia primordiale.
Ho notato che le immagini, i post, le mail cominciano a sembrare tutte uguali.
Ricevo mail di persone che per spostare un appuntamento oggi scrivono:
“Ciao Paolo, spero tutto bene. Purtroppo è emerso un imprevisto e mi vedo costretto a rimandare il nostro incontro. Mi dispiace davvero molto per il preavviso così breve. Fammi sapere quali sono le tue disponibilità per la prossima settimana, così ci riorganizziamo. Un caro saluto,”
mentre una volta avrebbero scritto:
“ciao paolo, ho avuto un imprevisto dobbiamo spostare il nostro aputnamento, mi spiace.”
(A parte il tempo dedicato a leggerla) Davvero pensi che non si veda ? Davvero pensi che non si capisca che l’ha scritta una IA?
L’intelligenza artificiale e la sua perfezione ci sta forse annoiando ? Stiamo tornando ad amare una risposta imperfetta ma sincera ? Da fastidio anche a voi o sono io che sto diventando nostalgico ?