Nel 2013 scrivevo un post in cui motivavo le ragioni per le quali non avrei accettato 16 richieste di contatto da linkedin Why-i-wont-connect-with-you-in-linkedin
Avevo già fiutato la prossima trasformazione di LinkedIn.
Se nel 2013 il problema sembrava essere il volume delle richieste, di sicuro amplificato da un periodo di chiusura per il Covid-19 in cui l’unico modo per incontrare o conoscere nuove realtà erano i social, il problema di oggi è diventato più subdolo: capire quanto artificiale possa essere ogni comunicazione.
Solo un anno fa una altra mosca al naso mi convinse a scrivere un post per un messaggio ricevuto su Linkedin Leggi il post originale
Ricevetti nella posta Linkedin questo messaggio:
Quote:
Ciao {{PROSPECT_NAME}} grazie per aver accettato il collegamento.
Sono … siamo alla ricerca di aziende ambiziose come {{COMPANY_NAME}} per …
Devo ammettere che mi irritò molto perché mi sentii derubato del bene più prezioso:
il tempo !
E così risposi in questo modo:
Quote:
😫Non siamo tutti uguali !!! “E io che sto lì come un pirla a scrivere tutti i messaggi” cit.
📤 Sappiate che se ricevete un messaggio da me, una richiesta di contatto … l’ho scritta proprio io.
Probabilmente ho letto qualche vostro post, probabilmente vi seguo da tempo, probabilmente avete scatenato la mia curiosità (grazie 🙏)
Mi sono preso il tempo di leggere il vostro percorso, di leggere più post che avete scritto, di visitare il sito della vostra azienda. Ho deciso di dedicare parte del mio tempo a capire se possa esserci una qualche possibilità di crescita insieme. E poi ho preso la tastiera e ho cominciato a scrivere, riletto, cancellato, riscritto, riletto. E solo quando sono stato soddisfatto ho cliccato “invia”.
C’è chi lo fa con il cuore e la passione e poi c’è chi rovina LinkedIn! Questo il mio modesto parere.
Anche quella volta stavo anticipando i tempi
Oggi quel mio fastidio trova, nei numeri, una giustificazione:
Warning
Secondo un’analisi di Pangram Labs, condotta su oltre un milione di contenuti pubblici raccolti tra aprile e giugno 2026, il 41% dei post long-form pubblicati su LinkedIn — quelli di oltre 250 parole — è risultato interamente generato dall’intelligenza artificiale.
Il 41% dei post su linkedin (e il 30% dei commenti) sono scritti completamente dall’AI !
I social lo hanno capito e stanno premiando chi genera contenuti reali, umani, quindi di valore ! Linkedin si è mossa chiedendo aiuto proprio al suo pubblico e ha introdotto un apposito pulsante per una segnalazione di contenuto scadente
Sembra SBOBBA AI

La versione inglese della segnalazione Linkedin è: “Seems like AI slop” “Slop” è una parola con un significato molto più profondo, una parola che nel 2025 è stata eletta parola dell’anno
Info
We define slop as “digital content of low quality that is produced usually in quantity by means of artificial intelligence.”
L’origine della parola è ancora più eloquente perché in inglese lo “slop” è il pastone che si dà ai maiali, sono gli scarti di cibo di scarsa qualità che chiamiamo, almeno dalle mie parti, sbobba
La rivoluzione è appena iniziata!
E’ bastato un anno per convincerci che il valore e la creatività sono caratteristiche dell’essere umano e che quanto prodotto dall’AI, seppure affascinante, è troppo omologato, perfetto, fake e, perciò, senza valore.
La mia speranza è che, ora che esiste, sempre piu persone decida di usare il magico pulsante Sembra SBOBBA AI, secondo voi questa è una soluzione che potrà ripulire un po’ Linkedin ?
PS:
Purtroppo nella traduzione italiana linkedin non ha tradotto come da mio suggerimento “Sembra SBOBBA AI” ma me ne farò una ragione :-)
